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 <title>aleablog</title> 
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<description>Diario di bordo di Luca Erzegovesi su confidi, xbrl, credito e finanza delle PMI</description>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100317-1140?OpenDocument">
<title>Stipulati i primi "Formigoni loan" per rafforzare il patrimonio supplementare dei confidi lombardi</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Da una news AGI: <blockquote>(AGI) - Milano, 16 mar - Sono Sinvest s.c, Confidi Province Lombarde, Artfidi Lombardia, Confapi Lombardia Fidi e Confidi Lombardia s.c. i primi 5 beneficiari dei 'Formigoni Loan'. Da oggi, infatti, cominciano a essere sottoscritti i contratti di finanziamento per un totale di 14,5 milioni di euro sui 30 inizialmente messi a disposizione. I Formigoni Loan sono lo strumento finanziario che la giunta regionale della Lombardia ha voluto per ricapitalizzare e riorganizzare i Confidi. In pratica l'iniziativa si propone di sostenere i Confidi operanti nel rilascio di garanzie di primo grado (attraverso la concessione di prestiti subordinati che ne consentano il rafforzamento patrimoniale) e di assicurare alle imprese di poter disporre di un sistema di rilascio delle garanzie piu' efficiente. I Confidi, in questo modo, rafforzano la loro posizione di collegamento strategico con il sistema del credito. "Essere riusciti a sottoscrivere contratti di questa importanza in soli 100 giorni - commenta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - significa aver colto nel segno.  Abbiamo centrato in pieno l'obiettivo di favorire una risposta al bisogno di credito delle nostre aziende, micro, piccole e medie, che cercano garanzie da presentare alle banche".<br> I Formigoni Loan prevedono l'erogazione di prestiti subordinati in tranche da 1 a 5 milioni (in funzione delle garanzie impiegate e degli impegni che i Confidi intendono assumersi) e con durate comprese tra i 6 ed i 10 anni (secondo le richieste), da restituirsi 'bullet', ovvero in un'unica soluzione. </blockquote> Dello strumento avevo parlato <a href='archive/20091109-0023?OpenDocument'>qui</a>.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-17T11:40:00+02:00</dc:date>
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<title>Sardafidi nuovo 107</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Claudio D'Auria mi informa che <a href='http://www.sardafidi.it/'>Sardafidi</a> ha ottenuto ieri l'iscrizione all'elenco speciale. Mi associo alle sue congratulazioni al Presidente Enrico Gaia e al Direttore Marcello Tiddia.<br> Siamo ad 11 confidi autorizzati censiti dal <a href='/masterfidiWiki.nsf/Pages/Progetti107'>portalino</a>.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-17T11:19:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100317-0943?OpenDocument">
<title>Fondo Italiano di Investimento per le Pmi: Cappellini (MPS) e Vitale prossimi AD e Presidente della SGR</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Il <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-17/2010031715227997.pdf'>Sole 24 ore</a> riferisce dell'accordo raggiunto tra i promotori del <a href='archive/20091216-1702?OpenDocument'>Fondo Italiano di Investimento per le Pmi</a> riguardo ai vertici della SGR che viene costituita oggi per gestire gli interventi di private equity del Fondo. L'Amministratore Delegato sarà Gabriele Cappellini, responsabile di <a href='http://www.mpsventure.it/'>MPS Venture SGR</a>, per la quale ha lanciato sette fondi chiusi per 450 milioni di euro di investimenti. Presidente sarà invece <a href='http://www.marcovitale.it/'>Marco Vitale</a>, figura storica della consulenza direzionale, già presidente dell'AIFI.<br> Interessante il commento di Coltorti (Mediobanca): "il Fondo non dovrà aiutare due anatre zoppe a zoppicare ma dovrà supportare le imprese meritevolid i credito ad andare all'estero. [...] Quello attuale è un momento d'oro per la crescita a livello internazionale delle imprese".<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-17T09:43:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100316-1510?OpenDocument">
<title>Nuova operazione di Banca Impresa Lazio</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Da <a href='http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-792275/crisi-banca-impresa-lazio-nuovo/'>Radiocor</a> una news su una nuova operazione di <a href='http://www.bancaimpresalazio.it/template/default.asp?i_menuID=8599'>Banca Impresa Lazio</a> in forma di garanzia su portafogli multi-originator, con il coinvolgimento dei confidi: <blockquote>Banca Impresa Lazio  da' avvio ad un nuovo programma di finanziamenti per 165 milioni a sostegno delle piccole e medie imprese della Regione. Ad aderire all'iniziativa dell'Istituto controllato da Sviluppo Lazio, Bnl (gruppo Bnp Paribas), Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Roma e Banca Popolare del Cassinate. Il target prefissato e' quello di concedere credito chirografario per un valore di 165 milioni entro la fine del 2010: il plafond di finanziamenti che ciascuna banca eroghera' ammonta rispettivamente a 100 milioni per Bnl, a 50 milioni per Mps e a 15 milioni per Banca Popolare di Roma. Beneficiarie dell'intervento di agevolazione sono tutte le piccole e medie imprese con sede legale e operativa nel Lazio, senza alcuna limitazione di settore. Inoltre, la nuova operazione di garanzia si caratterizza per un ampliamento degli scopi per i quali il credito viene concesso: i finanziamenti assisti da garanzia di Banca Impresa Lazio potranno infatti essere finalizzati a sostenere nuovi investimenti produttivi, all'acquisto di beni materiali e immateriali, al consolidamento del debito a breve termine, al finanziamento del circolante e alla provvista di liquidita'. Questa operazione di finanziamento vede per la prima volta schierata la Regione (rappresentata da BIL) insieme con i Confidi. L'avvio del nuovo programma si colloca in un quadro di intervento piu' ampio, che nel corso dei prossimi mesi prevede un ampliamento del novero di banche e Confidi coinvolti: l'obiettivo e' quello di realizzare un canale privilegiato di finanziamento per le imprese, nell'intento di contrastare sensibilmente gli effetti della crisi e di preparare il tessuto produttivo del Lazio ad una nuova fase di espansione. </blockquote> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-16T15:10:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100316-1458?OpenDocument">
<title>Lettera da via Nazionale: "Banche, rafforzate il capitale"</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Il <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-16/2010031615217587.pdf'>Sole 24 ore</a> riferisce della lettera inviata dalla Banca d'Italia alle banche italiane con la quale raccomanda un rafforzamento del patrimonio, e in particolare della componente di maggiore qualità (core tier 1), per arrivare preparati all'appuntamento con Basilea 3. Secondo <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-16/2010031615218621.pdf'>MF</a>, le banche - per voce del Direttore dell'ABI Sabatini - avrebbero replicato che il patrimonio di base è più che adeguato grazie agli aumenti di capitale e alle dismissioni già attuate. Non ci sarebbe motivo, pertanto, di limitare la distribuzione di dividendi nel 2010.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-16T14:58:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100316-1440?OpenDocument">
<title>Consulenti in cerca di adozione</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ C'è un articolo interessante di Dario Di Vico sul Corriere di oggi <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-16/2010031615218130.pdf'>Se le piccole imprese "adottano" un professionista</a>. I consulenti stanno soffrendo come le imprese forti cali di fatturato. Per rimpiazzare il lavoro perso con i medi o grandi clienti, molti professionisti guardano con interesse al mercato delle piccole. Si portano come esempi le iniziative di studi legali, esperti di marketing, risolutori di crisi aziendali. Le Pmi hanno forte bisogno di competenze da fuori per adattarsi ad un mondo che cambia, quindi ben vengano consulenti qualificati, utili e non troppo cari. Tre requisiti per nulla scontati.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-16T14:40:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100316-1415?OpenDocument">
<title>Amici di XBRL, è l'ora dei cartoni!</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ L'ordine dei commercialisti del Giappone ha preparato un cartone animato "<a href='http://www.hp.jicpa.or.jp/english/xbrl/index.html?width=720&height=680'>Please teach! XBRL</a>". Il giovane Suzuki-san spiega all'attempato (e testone) Sato-san che cos'è XBRL, perché è utile e come ci si lavora. Il parlato è in giapponese con sottotitoli in inglese. Un autentico spasso ...<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-16T14:15:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100316-0823?OpenDocument">
<title>Assoconfidi: più di 20 miliardi garantiti nel 2009</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Come riporta <a href='http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia e Lavoro/2010/03/assoconfidi-finanziamenti-pmi-2009-bellotti.shtml'>Il Sole 24 ore</a>, Francesco Bellotti (presidente Federconfidi) ha presentato ieri i numeri del sistema di garanzia collettiva elaborati da Assoconfidi: <blockquote>Nel 2009, i Confidi hanno garantito 20,2 miliardi di euro di finanziamenti alle piccole e medie imprese (+30% rispetto al 2008). In crescita, a doppia cifra, anche l'operatività, rispetto al 2008, +28% e il numero di garanzie in essere: 575.389, +32%, rispetto alle 433.103 dell'anno precedente (per un volume totale di affidamenti in piedi superiore ai 45 miliardi di euro). Sono questi i dati principali dell'attività 2009 dei 312 confidi appartenenti al sistema Assoconfidi, l'associazione che riunisce 1.148.230 imprese (praticamente una su 4) operanti nei settori agricoltura, artigianato, commercio e industria</blockquote> Bellotti ha ribadito la necessità di sostenere il rafforzamento patrimoniale dei Confidi per venire incontro ai rilevanti investimenti economici e organizzativi, sopportati per il passaggio a intermediario vigilato: <blockquote>«Chiediamo - ha spiegato - di poter utilizzare strumenti come i Tremonti-bond e consentire anche a soggetti terzi di poter accedere e partecipare al nostro capitale sociale, oggi costituito in prevalenza dai contributi degli associati. Penso a istituzioni come le Camere di commercio, alle finanziarie e fondazioni bancarie, agli stessi istituti di credito».</blockquote> Bellotti è ritornato poi sulla possibilità di estendere la garanzia dello Stato anche alle operazioni pregresse del Fondo centrale Pmi.<br> Apprezzo il fatto che Assoconfidi abbia presentato numeri aggregati per il settore. E' importante che prosegua il lavoro comune sulle grandi questioni gestionali, normative e organizzative che interessano i 106 e i 107, ovvero che si guardi al rendimento del motore confidi per motivare le legittime richieste di benzina (patrimonio e garanzie pubbliche).<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-16T08:23:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100315-1152?OpenDocument">
<title>Il dibattito su Basilea 2/3 e imprese vola bassissimo</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Repubblica Affari/Finanza pubblica oggi un articolo: <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-15/2010031515210215.pdf'>Basilea 2: l'allarme delle imprese</a>. Riassume le prese di posizione di Confindustria, Confapi e ABI sui rischi di credit crunch dovuti ai brutti bilanci 2009 passati nel processo di rating. L'articolista ha chiesto un parere a due dirigenti di grandi banche, che così hanno espresso, in forma anonima, il loro pensiero. Cominciamo dal "Direttore A": <blockquote>"Intanto ridimensioniamo il problema, a cominiciare dal fatto che tutte le microimprese che ricorrono alla contabilità semplificata sono escluse da un esame dei bilanci ispirato dai criteri di Basilea 2." Diverso il caso delle aziende con un giro di affari fino a 5 milioni di euro che utlizzano la contabilità ordinaria. "In questo caso il nostro "punteggio" per la determinazione del rating creditizio si basa anche sull'esame dei bilanci. Ma le posso assicurare che il "peso" di questi ultimi è molto basso, sensibilmente inferiore al 20%. Al contrario diamo un valore nettamente più alto ai dati che ci provengono dalla centrale rischi sulla puntualità nel rientro delle scadenze. Se un'azienda tarda a rimborsare le rate di un mutuo il suo rating cala molto di più."</blockquote> Ah, il controllo andamentale pesa tanto, sia per le micro che per le piccole. Allora non c'è problema col bilancio 2009, l'impresa è già stata declassata!<br> Vediamo se il "Direttore B" ci dà maggior conforto: <blockquote>"Il rischio che a maggio ci sia una stretta è oggettivo. Però non dobbiamo dimenticare che una banca sopravvive solo se eroga il credito. Il nostro mestiere è questo." Quanto al fatto che i bilanci 2009 saranno brutti, il nostro banchiere non si scompone. "Lo sappiamo benissimo. E infatti non perderemo troppo tempo a guardarci dentro. Al contrario, avrà molta più importanza l'impegno degli imprenditori a ricapitalizzare le loro imprese dimostrando così di credere al futuro. O anche la loro capacità di offrire garanzie, anche di tipo personale."</blockquote> Ah, le garanzie, il vero rimedio anti-crisi (non abbiamo tempo da perdere coi bilanci, pensate se il medico di un paziente grave parlasse così della diagnostica!).<br> Sono citazioni, d'accordo, e può darsi che siano state selezionate ad arte per dipingere banchieri distaccati e minimalisti. Le interviste con i massimi vertici danno un messaggio opposto: cerchiamo rapporti più stretti con le aziende, guardiamo ai suoi piani di business, al talento dell'imprenditore.<br> Come stanno veramente le cose?<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-15T11:52:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100313-1531?OpenDocument">
<title>Istruzioni Centrale Rischi: clienti più tutelati col 13° aggiornamento</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<link>http://aleablog.net/archive/20100313-1531?OpenDocument</link>
<description><![CDATA[ La Banca d'Italia ha pubblicato in data 4 marzo il 13° aggiornamento della <a href='http://www.bancaditalia.it/vigilanza/banche/normativa/disposizioni/c139'>Circolare n. 139 dell&#8217; 11 febbraio 1991</a> (Centrale dei rischi. Istruzioni per gli intermediari creditizi). Scorrendo il testo ho annotato alcune delle modifiche evidenziate: <blockquote>[pag. I.6] Gli intermediari devono ottemperare senza ritardo agli ordini dell&#8217;Autorita&#768; giudiziaria riguardanti le segnalazioni trasmesse alla Centrale dei rischi (ad es. ordine di cancellazione di una sofferenza). Ove l&#8217;ordine sia impartito alla Banca d&#8217;Italia, quest&#8217;ultima chiede prontamente tramite posta elettronica certificata (PEC) o a mezzo fax all&#8217;intermediario che ha effettuato la segnalazione di provvedere - tempestivamente e comunque entro i tre giorni lavorativi successivi a quello della richiesta - alla rettifica e all&#8217;eventuale riclassificazione della posizione oggetto di accertamento. In caso d&#8217;inerzia dell&#8217;intermediario, la Banca d&#8217;Italia provvede d&#8217;iniziativa entro il giorno seguente a quello di scadenza del predetto termine e avvia la procedura per l&#8217;irrogazione delle sanzioni di cui all&#8217;art. 144 del T.U.B. nei confronti dell&#8217;ente segnalante.<br> [pag. I.10, Flusso di ritorno personalizzato] non viene restituita l&#8217;informazione relativa al deterioramento del credito e rilevata nella variabile di classificazione qualita&#768; del credito [deteriorata/non deteriorata, nuova classificazione introdotta da questo aggiornamento];<br> [pag. II.10, Categorie di censimento dei rischi] L'appostazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell'intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non puo&#768; scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest'ultimo nel pagamento del debito. La contestazione del credito non e&#768; di per se&#769; condizione sufficiente per l&#8217;appostazione a sofferenza. [...] Gli intermediari devono informare per iscritto il cliente la prima volta che segnalano lo stesso a sofferenza. Tale obbligo non configura in alcun modo una richiesta di consenso all&#8217;interessato per il trattamento dei suoi dati ai fini CR, atteso che gli intermediari sono tenuti a fornire alla Banca d&#8217;Italia i dati relativi all&#8217;indebitamento della clientela per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge (artt. 51, 66, comma 1, e 107, comma 3 T.U.B.) e sono, pertanto, esonerati dall&#8217;obbligo di acquisire il consenso dell&#8217;interessato.<br> [pag. II.21, Variabili di classificazione, Stato del rapporto] Per le categorie di censimento [...], la variabile consente inoltre di distinguere i rapporti oggetto di contestazione da quelli non contestati. Si considera &#8220;contestato&#8221; qualsiasi rapporto oggetto di segnalazione (finanziamenti, garanzie, cessioni, etc) per il quale sia stata adita un&#8217;Autorita&#768; terza rispetto alle parti (Autorita&#768; giudiziaria, Garante della Privacy o altra preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela).<br> </blockquote> Come si può notare, le modifiche rafforzano la tutela dei clienti nei casi in cui una segnalazione negativa in Centrale rischi può recare loro danno. La rimozione di segnalazioni a sofferenza contestate con successo di fronte al giudice deve essere sollecita, e inoltre l'eventuale contestazione deve essere notificata al sistema. Si vuole inoltre smorzare la meccanicità delle segnalazioni a sofferenza e la propagazione nel sistema delle criticità non conclamate, per cui nel flusso di ritorno non si evidenzia il nuovo flag deteriorato/non deteriorato, così come in precedenza non si divulgava lo stato di incaglio.<br> Sul contenzioso banca-cliente inerente lo stato in CeRi, Nicola e Gabriele mi hanno segnalato l'articolo <a href='http://www.dirittobancario.it/cms/It/rivista_dettaglio.asp?Section=6&IDElement=719'>Illegittima segnalazione alle Centrale dei rischi e responsabilità dell&#8217;intermediario</a>, di Fernando Greco, dal sito <a href='http://www.dirittobancario.it'>dirittobancario.it</a><br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-13T15:31:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100313-1317?OpenDocument">
<title>Ed ecco a voi la Banca del Mezzogiorno</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Ieri è stato presentato (vedi <a href='http://www.ultimenotizie.tv/notizie-economiche/via-libera-a-banca-del-mezzogiorno-non-sara-carrozzone.html'>news</a> e <a href='http://www.mef.gov.it/documenti/open.asp?idd=23758'>slide</a> dal sito del MEF) il progetto di start up della Banca del Mezzogiorno (di cui ho parlato in <a href='srch?SearchView&Query=Banca%20del%20sud&start=1&count=10&SearchFuzzy=True'>varie occasioni</a>). Si è confermato il modello tratteggiato nella Finanziaria 2010 (art. 2 comma 169): un'istituzione finanziaria di secondo livello, investita della missione di sostenere progetti di investimento nel Mezzogiorno e promuovendo in particolare il credito alle piccole e medie imprese, la nascita di nuove imprese, l&#8217;imprenditorialita&#768; giovanile e femminile, l&#8217;aumento dimensionale e l&#8217;internazionalizzazione, la ricerca e l&#8217;innovazione, al fine di creare maggiore occupazione. E' stata resa nota la composizione del Comitato promotore, presieduto da Vito Dell'Erba (Presidente Fed. BCC Puglia e Basilicata) e composto da altri esponenti delle BCC, non solo meridionali, rappresentanti di MEF e MiSE, Unioncamere, ISMEA, Poste Italiane, più un'imprenditrice e un collega di diritto commerciale di Teramo. Al comitato promotore si affianca un &#8220;tavolo di consultazione&#8221; cui fanno parte le maggiori organizzazioni imprenditoriali e associazioni economiche.<br> Qualunque banca (non solo quella del Mezzogiorno) potrà emettere titoli di scopo a medio-lungo termine per canalizzare le risorse nel Mezzogiorno, beneficiando dell'aliquota di favore del 5 per cento sugli interessi, per un massimo di 100.000 Euro per sottoscrittore.<br> Poste Italiane potrà acquistare eventuali emissioni della Banca del Mezzogiorno (con garanzia dello Stato) per finanziare infrastrutture senza impattare sul deficit pubblico.<br> Aspettiamo allora i passi successivi del progetto, così prospettati: approvazione del Regolamento del Comitato; individuazione di un advisor industriale e definizione delle attivita&#768; della banca; individuazione degli ulteriori soci e, in particolare, delle banche aderenti; individuazione della sede; avvio dell&#8217;iter di autorizzazione; avvio dell&#8217;attivita&#768; di recruitment.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-13T13:17:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100313-1306?OpenDocument">
<title>Unifidi Imprese Sicilia autorizzato come 107</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Da questo <a href='http://www.unifidisicilia.it/Docs/index.asp?sez=19&IDDoc=288'>comunicato</a>,  ho appreso che giovedì 11 marzo è pervenuta comunicazione della delibera del Governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi in forza della quale Unifidi Imprese Sicilia è ufficialmente iscritto all&#8217;Albo degli Intermediari vigilati da Banca di Italia ex art.107.<br> Congratulazioni a questo confidi, espressione della CNA regionale, col quale siamo arrivati a 10 autorizzazioni (di cui questa è la prima in Sicilia).<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-13T13:06:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100312-1250?OpenDocument">
<title>Una banca di microcredito a Bologna da UniBo e Unicredit (con Reitz e Yunus)</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Il settimanale Vita pubblica un'intervista (ripresa dal <a href='http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/3/12/IDEE-L-imprenditore-Hans-Reitz-cosi-il-microcredito-puo-cambiar-la-vita-di-14-milioni-di-europei/72333/'>sussididario.net</a>) con Hans Reitz, che insieme a Muhammad Yunus, ha creato il <a href='http://www.grameencreativelab.com/'>Grameen Creative Lab</a>: una società di consulenza che offre a Ong e multinazionali strumenti e opportunità di partnership per combattere la povertà applicando il modello di business sociale che Yunus ha ideato, e testato, con la Grameen Bank. Il Lab è nato da una collaborazione tra lo Yunus Center di Dhaka e il <a href='http://www.circ.de/index2.html'>Circ</a> di Wiesbaden.<br> Reitz accenna al progetto di una banca di microcredito da creare a Bologna, in partnership con l&#8217;Università di Bologna e il gruppo UniCredit. Si è scelto di coinvolgere l'università perché <blockquote>gli studenti hanno la mente aperta. Non sono ancora stati condizionati a pensare in un certo modo. Invece di dire che cancellare la povertà è un concetto irrealizzabile, li sentirai pronti a risolvere il problema.</blockquote> Speriamo che nel progetto si coinvolga qualche adulto che insegni a lavorare per le grandi idee. E' quello che ha fatto Yunus agli albori dell'esperienza Grameen.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-12T12:50:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100312-1203?OpenDocument">
<title>Piccoli grandi rimedi contro la crisi: l'accesso ai dati finanziari delle Pmi</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<link>http://aleablog.net/archive/20100312-1203?OpenDocument</link>
<description><![CDATA[ Oggi ho ripreso in mano il budget di cassa di una delle aziende che abbiamo seguito per il business point. Mi serve una proiezione della situazione di cassa e linee di credito del 2010. Mi aspetta un simpatico percorso a ostacoli, nell'ordine: <ul> <li> acquisire i dati di contabilità 2009; li detiene un centro servizi che li aggiornerà in base alle esigenze della chiusura del bilancio; non riesco ad acquisirli in formato elettronico; mi va bene se arriva un tabulato cartaceo del bilancio di verifica (per motivi misteriosi i consulenti del centro servizi sono infastiditi per l'aiuto che diamo all'azienda; io ho cercato in varie occasioni di incontrarli, ci riproverò) <li> acquisire i dati delle fatture emesse e ricevute, e dei crediti / debiti commerciali, per aggiornare il preconsuntivo 2010 e gli scadenzari; questi dati stanno su un gestionale che l'azienda ha in casa (ovviamente diverso da quello del centro servizi) e che utilizza per seguire fatturazione e incassi / pagamenti, nonché l'IVA; qui posso copiarmi il database (in formato Access) ed estrarre i dati con delle query; <li> acquisire i dati del conto corrente, della linea sbf e dei mutui dall'internet banking; c/c e sbf sono esportabili in formato csv (per un motivo misterioso l'export non contiene la colonna "codice causale" che pure mi farebbe comodo); dei mutui si può esportare solo il pdf del piano; lo posso tagliare e incollare in excel, ma c'è qualche colonna che si disallinea e serve un po' di manualità per assestare i dati; non ho ancora trovato nell'internet banking un mutuo erogato nel marzo 2009 (sarà un mutuo speciale ...) </ul> Morale: l'aggiornamento del modello mi costerà una giornata abbondante di lavoro soltanto per acquisire i dati dai vari sistemi. E tra un mese dovrò ripetere una buona parte di queste operazioni. Ma ne vale la pena, perché potrò costruire un bilancio previsionale e un budget di cassa, con i quali andremo in banca a concordare ammontare e mix delle linee di credito. Se non lo facessimo, basterebbe un pagamento imprevisto per far scattare un'anomalia andamentale (extrafido, arretrati,e cc.). L'azienda lavora con una banca non IRB e quindi non si scatenerebbe un downgrading (anche le banche IRB dovrebbero aver disattivato gli allarmi sulle tensioni di liquidità), ma in ogni caso prevenire è meglio che bussare a quattrini quando scade una RiBa o il pagamento degli stipendi.<br> Basterebbe davvero poco per eliminare le attività ripetitive sopra elencate: organizzare diversamente i servizi di tenuta della contabilità (aggiornamenti più tempestivi, accesso web ai dati) aggiungere qualche funzionalità all'internet banking, mettersi magari d'accordo sui formati di estrazione dei dati tra banche e fornitori di software.<br> Facciamolo! Ci pensa già la crisi a creare problemi, non aggiungiamone altri per indolenza o miopia commerciale.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-12T12:03:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100312-0922?OpenDocument">
<title>Piccoli: la pancia del paese. Il libro di Dario Di Vico</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Presentato ieri il libro di Dario Di Vico, editorialista del Corriere: Piccoli: la pancia del paese. In questa <a href='http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Editoria-con-Piccoli-La-pancia-del-Paese-Dario-Di-Vico-racconta-il-popolo-delle-partite-Iva-delusioni-e-aspettative_109430715.html'>news ADN Kronos</a> trovate una breve video intervista all'autore. C'è un bel commento di Pierluigi Magnaschi su MF</a> di oggi <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-12/2010031215187023.pdf'>Uno sguardo illuminante sulle Pmi, pancia, motore e speranza del Paese</a>.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-12T09:22:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100312-0854?OpenDocument">
<title>Audizione alla Camera di Banca d'Italia sugli impatti presenti e futuri Basilea 2 </title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Giovanni Carosio (VDG di Banca d'Italia) ha presentato ieri alla Camera dei deputati un'<a href='http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/Carosio_110310.pdf'>Indagine conoscitiva sulle problematiche relative all&#8217;applicazione dell&#8217;Accordo di Basilea 2</a>. Ci trovate una sintesi molto chiara dei cambiamenti all'accordo in discussione. La parte più interessante è quella conclusiva, dedicata all'impatto delle suddette revisioni sulle banche italiane: <blockquote>Non ci si puo&#768; pero&#768; nascondere che le modifiche regolamentari proposte dal Comitato di Basilea richiederanno alle banche italiane adeguamenti non trascurabili. Sebbene esse partano da una situazione migliore di quella di altri sistemi bancari sul fronte, ad esempio, della qualita&#768; del patrimonio, rimangono aperti aspetti importanti delle proposte che potrebbero determinare conseguenze di rilievo.<br> E&#768; il caso della deduzione dal patrimonio delle attivita&#768; per imposte anticipate, il cui ammontare assume valori di assoluto rilievo per effetto dei vincoli nazionali alla deducibilita&#768; fiscale delle perdite su crediti. Su questo fronte, lo studio d&#8217;impatto consentira&#768; di valutare opzioni alternative, come quella di dedurre solo parzialmente tali attivita&#768;, in modo da evitare che differenze nei trattamenti fiscali nazionali creino eccessive disparita&#768; concorrenziali. Anche la deduzione integrale dal Tier 1 degli interessi di minoranza e delle partecipazioni bancarie, finanziarie e assicurative potrebbe avere impatti non trascurabili sul nostro sistema. La presenza di significative quote di risorse di pertinenza di terzi e&#768; in larga misura la conseguenza dei processi di aggregazione che hanno interessato il sistema italiano negli anni scorsi. Appare tecnicamente fondata la proposta alternativa di tenerne conto parzialmente, almeno fino a un ammontare commisurato ai rischi delle singole sussidiarie che tali interessi fronteggiano.<br> Quanto alle regole sulla liquidita&#768;, l&#8217;effetto dipendera&#768; dal disegno finale dei due indicatori. Appare tuttavia chiara sin d&#8217;ora la necessita&#768; che le banche italiane aumentino le scorte di attivita&#768; prontamente liquidabili. Se da un lato il profilo di liquidita&#768; del sistema appare complessivamente migliorato, anche grazie alla rafforzata azione di monitoraggio avviata dal 2007 dalla Banca d&#8217;Italia, dall&#8217;altro permangono sui mercati elementi di incertezza.</blockquote> Nessun allarme, quindi. Nulla che non si possa affrontare e risolvere per tempo. <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-12T08:54:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100312-0846?OpenDocument">
<title>Rapporto di Fitch: Basilea 2 stima correttamente il capitale a rischio delle banche?</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Mentre ferve il dibattito sulla transizione a Basilea 3, la conoscenza dei meccanismi dell'accordo vigente (Basilea 2) non è ancora sufficientemente diffusa. Fitch Ratings ha pubblicato un rapporto che intende mettere a fuoco i meccanismi che impattano sui requisiti minimi di patrimonio partendo dalle scelte strategiche della banca, per apprezzare quanto le regole di vigilanza siano coerenti con una corretta valutazione a fini gestionali interni, e nell'ottica di un investitore esterno. Potete scaricare il rapporto da <a href='http://www.fitchratings.com/creditdesk/reports/report_frame.cfm?rpt_id=503774'>questo link</a> oppure dalla <a href='http://www.fitchratings.com/jsp/marketfocus/MarketFocus.faces?marketFocusArea=BaselII&selectedTab=Overview&selectedLeftNav=all'>pagina</a> di Fitch dedicata a Basilea 2 (serve registrazione gratuita).<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-12T08:46:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100311-0917?OpenDocument">
<title>Ricordiamo Marino Bergamaschi</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ <div style='float: left; padding:10px 10px'><img src='rsrc/pictures01/$file/mbergamaschi.jpg '></div> Claudio D'Auria mi ha informato stamattina dell'<a href='http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=166976'>improvvisa morte  di Marino Bergamaschi</a>, direttore di Artigianfidi Varese. La notizia mi ha commosso. Ho un bel ricordo dell'ultima occasione in cui ci siamo incontrati, il <a href='archive/20090708-2350?OpenDocument'>seminario</a> tenuto a Varese sulla trasformazione dei confidi.<br> Formatosi nella CISL è passato nel 1987 in Confartigianato, dove ha ricoperto varie posizioni fino a quella (dal 1998) di direttore dell'associazione a Varese.<br> Era uno che nei confidi al servizio delle imprese ci credeva davvero, e non si risparmiava. Non ha mai avuto paura del cambiamento. Da poche settimane il "suo" Artigianfidi ha ottenuto l'autorizzazione a 107. Nei mesi precedenti si era prodigato per sbloccare il programma <a href='archive/20090709-1215?OpenDocument'>Confiducia</a>. Anche la fusione dei confidi di 2° grado in Federfidi lombarda (di cui era amministratore delegato) lo ha visto in prima linea. Difendeva con tenacia gli interessi dei suoi rappresentati, ma al tempo stesso sapeva dialogare (e soprattutto collaborare) in una prospettiva di bene comune.<br> Sono vicino all'amico Andrea Bianchi, suo braccio destro in Artigianfidi Varese, che ne porterà avanti i progetti. E naturalmente alla famiglia, che di questo dolore porta il peso più gravoso.<br> Perché vale la pena muoversi, rischiare, fare quello che facciamo? Per un Bene, a cui tutti siamo destinati. Perdonate se vi lascio con questo pensiero. Penso che Marino approverebbe "Bravo, è proprio così!", con la simpatia che mi esprimeva nei nostri incontri. Adesso lo può dire con certezza.<br> Diamoci da fare, da oggi abbiamo una ragione in più.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-11T09:17:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100309-1019?OpenDocument">
<title>Anche Repubblica denuncia i suicidi a Nord-Est</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Oggi anche Repubblica parla dei suicidi dei piccoli imprenditori veneti con due articoli (il <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-09/2010030915158458.pdf'>racconto</a> dei 14 drammi già consumati e un <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-09/2010030915158462.pdf'>commento di Luciano Gallino</a>).<br> Nel modo in cui si discute e (non?) si affronta il problema noto due filoni: (a) l'accusa alle banche e ai committenti che non pagano; (b) la solitudine e la disperazione. Anche i rimedi sono polarizzati su: (a) più credito, garanzie, fondi di solidarietà; (b) telefono amico, assistenza psicologica. Possibile che a nessuno venga in mente di fondere i due aspetti del problema? La compagnia all'imprenditore in difficoltà va fatta parlando con lui dei problemi della sua impresa, che sono problemi gestionali, finanziari, legali, di personale. Come ci ricordano Nic&Gabri (da Teramo) occorre costruire un rapporto di fiducia che nasce da una richiesta d'aiuto, e che si riempie subito di contenuti professionali, decisionali: che cosa si può realisticamente fare per andare avanti, o per ritirarsi senza rimanere travolti? La compagnia serve a questo, a evitare il cortocircuito tra fallimento dell'impresa e annullamento della persona. Chi può fare questa compagnia? Chi ha interesse vero per il valore della persona, ma non astratto, bensì calato nella vicenda concreta dell'azienda in difficoltà.<br> <br> <b>Luca</b><br> PS: Sempre oggi il Corriere (inserto Corriere Veneto) racconta di <a href='http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/9-marzo-2010/call-center-anti-suicidi-squillo-ogni-venti-minuti-1602617748418.shtml'>una giornata al call center anti-suicidi</a> avviato dalla Camera di commercio di Padova. Un esperimento interessante. Da leggere per riflettere e pensare a cosa fare dopo la telefonata.]]> </description>
<dc:date>2010-03-09T10:19:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100308-0835?OpenDocument">
<title>Modi di stare davanti alla crisi</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Cari amici, noto da qualche settimana una rarefazione degli interventi sul blog. Forse mancano spunti interessanti. Più probabilmente (stando a quello che sento) rischia di spegnersi l'interesse per quello che continua a succedere.<br> Non penso che la maggior parte di noi si senta sollevata perché il peggio è passato, dalla crisi stiamo uscendo: sappiamo bene che non è vero, non siamo degli sprovveduti, e sentiamo il peso opprimente di quello che non si dice pubblicamente. Non sento la mancanza dei talk show e dei video catastrofisti e complottisti che imperversano sulle reti statunitensi e su youtube (<i>America's collapse</i> e roba del genere). Mi ribello, però, quando a casa nostra vedo il dibattito politico frantumarsi in scaramucce dove i contendenti si giocano una paginata di consenso mediatico e (più spesso) il controllo di soldi pubblici e il potere che ne deriva.<br> Da dove può nascere un modo diverso di guardare in faccia le contraddizioni, i bisogni? Me lo chiedo ogni mattina, quando riprendo il lavoro. Mi ha aiutato a fare chiarezza questo apologo di don Zeno Saltini, <a href='http://scritti.luigigiussani.org/Main/TestiLibronew.aspx?idscheda=1111&searchtext=don+zeno&opt=i&ln=it'>ripreso da don Giussani</a>: <blockquote>Pensate al Naviglio. Il Naviglio e&#768; un corso d&#8217;acqua, vicino c&#8217;e&#768; una strada, sulla strada passano i pullman; supponete che un pullman freni male e uno che era li&#768; ad aspettarlo viene buttato nell&#8217;acqua. Quelli del pullman son li&#768; a dire: «Eh, guarda qui, il governo di qui, il governo di la&#768;, dovevano mettere uno spazio piu&#768; grande per la fermata, dovevano mettere il gabbiotto, dovevan mettere...», e tutti che dicono la loro; e intanto quello la&#768; crepa. Di fronte alla vita non c&#8217;e&#768; piu&#768; teoria o astrazione; l&#8217;astrazione e&#768; dettata dall&#8217;esigenza di astratta giustizia che c&#8217;e&#768; nella gente, per cui per gli uni occorreva il gabbiotto, per altri occorreva la strada piu&#768; larga, per altri occorreva... tutti ragionando immaginavano che cosa occorresse perche&#769; uno non cadesse nel Naviglio. Invece, uno che e&#768; li&#768; vicino alla porta, corre fuori e si butta nel Naviglio e lo salva. Una presenza non ha piu&#768; nessuna teoria davanti, ha soltanto il fatto.</blockquote> Succede anche nel sistema finanziario: al G-20 e a Basilea progettano il sistema perfetto che eviterà la prossima crisi (per intanto tengono in rianimazione quello che ha contribuito a provocare la crisi attuale). E alle persone che cadono, perdono il lavoro, chiudono l'impresa, chi ci pensa? Chi si muove?<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-08T08:35:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100307-1204?OpenDocument">
<title>Le due rincorse dell'economia italiana: l'analisi di Salvatore Rossi</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Ho un buon consiglio di lettura per chi cerca profondità storica e lucidità nell'analisi della crisi: è l'<a href='http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2010/Rossi_050310.pdf'>intervento di Salvatore Rossi</a>, direttore della ricerca economica in Banca d'Italia, alla giornata di studio in onore di Guido Rey organizzata lo scorso 5 marzo a Roma. In 18 pagine di testo e altrettante di grafici Rossi traccia il cammino dell'economia e della politica economica in Italia dalla crisi del 1992-93 (uscita della lira dallo SME) a quella del 2008-09. Lo fa con dono raro di chiarezza e di sintesi, concludendo che il nostro paese si sta giocando tutto, o quasi, nella seconda rincorsa (dopo la prima, del 1997-98 per entrare nell'euro): l'adeguamento strutturale all'impatto della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica delle ICT, da completare sotto i colpi della crisi reale e gravati da ritardi strutturali. Cito: <blockquote>I difetti strutturali del sistema economico italiano rappresentano altrettante difficili sfide per una politica economica che voglia rilanciare la produttivita&#768;, la competitivita&#768; e la crescita di lungo periodo. E&#8217; in questo vasto e variegato campo delle politiche cosiddette &#8220;strutturali&#8221; che la capacita&#768; decisionale del sistema politico viene messa alla prova decisiva, un campo irto di difficolta&#768; perche&#769; tecnicamente complesso e disseminato di agguerriti interessi di gruppi di pressione e corporazioni.</blockquote> E' una battaglia durissima, chi è disposto a combatterla? Se i centri decisionali pubblici sono bloccati e debilitati, che cosa si può fare dal basso, sussidiariamente, per sopperire? Se qualcun altro pensa che queste domande siano importanti, ci faccia dono anche soltanto della sua trepidazione, del suo disagio. Ma anche dei motivi che alimentano la sua speranza di costruire.<br> <br> <b>Luca</b><br><br> PS: Dimenticavo: Salvatore Rossi è l'autore di <a href='http://www.laterza.it/leggi_brano.asp?id=1158'>Controtempo. L'Italia nella crisi mondiale</a> (Laterza, 2009). Un saggio (che l'autore ha <a href='http://portale.unitn.it/economia/dettEvento.do?HP_Request=&eventId=335100&rootchannelId=-12251'>presentato nella nostra facoltà</a>, qui c'è il <a href='http://www.economia.unitn.it/services/arc/2010/0224/1.ram'>video</a>) che si legge benissimo, per capire le origini del male oscuro che affligge il nostro Paese, che da anni cresce poco e distribuisce male. Poco gergo, molti fatti e narrazioni. E una visione del futuro positiva, malgrado i pesi che ci trasciniamo dietro.]]> </description>
<dc:date>2010-03-07T12:04:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100302-1646?OpenDocument">
<title>Basilea 2 è morta? Abbasso Basilea 3!</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<link>http://aleablog.net/archive/20100302-1646?OpenDocument</link>
<description><![CDATA[ Il titolo bizzarro del post riassume un articolo dal Sole 24 ore di oggi a pag. 42 (v. <a href='http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-03-02/2010030215096886.pdf'>ritaglio su rassegna MEF</a>). Si riassumono i risultati di uno studio di Deloitte sull'impatto di alcune <a href='http://www.bis.org/press/p091217.htm'>modifiche al framework sul capitale</a> attualmente in consultazione. In realtà (se ho inteso bene) Deloitte stigmatizza l'inasprimento dei requisiti sul rischio di mercato e quello di controparte, conseguente alla chiusura dei buchi che consentivano arbitraggi regolamentari su asset illiquidi semplicemente spostandoli dal banking book al trading book. L'articolo trae però la conclusione che Basilea 3 colpirà soprattutto la capacità di prestito delle banche. Da questo punto di vista, conclude l'articolo, Basilea 3 porta indietro l'orologio ai tempi di Basilea 1, revocando i benefici di Basilea 2 (ma non era Basilea 2 l'origine di tutti i mali, compreso il credit crunch?).<br> E' vero che Basilea 3 intende far crescere la quantità e la soprattutto la qualità della base patrimoniale delle banche. Per le banche italiane non fanno paura tanto gli inasprimenti sul trading book (sul quale non hanno mai avuto esposizioni eccessive), quanto piuttosto la ventilata deduzione dal patrimonio di base delle attività intangibili da imposte differite e i nuovi requisiti per il rischio di liquidità.<br> E' solo una notizia ripresa dal giornale, d'accordo. Ma che confusione sono riusciti a fare con così poco!<br> Ho una proposta: organizzare lanci di pomodori ai convegni dove relatori di qualsiasi estrazione (accademia, banche, consulenza) giudicano la bontà di strumenti o regole nuovi in base all'equazione primitiva "minori requisiti di capitale = cosa buona in sé".<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-02T16:46:00+02:00</dc:date>
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<title>Perasso (lavoce.info): una tassa sulla leva eccessiva, impariamo dalla NBA</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Nic&Gabri mi segnalano un <a href='http://www.lavoce.info/articoli/-finanza/pagina1001580.html'>articolo-provocazione di Giancarlo Perasso</a> su lavoce.info. Ecco il succo della proposta:  <blockquote>Nell&#8217;Nba, esiste il &#8220;salary cap&#8221;, cioè un monte salari fisso per ogni squadra (i premi sono liberi). Se la squadra di Los Angeles, ad esempio, volesse ingaggiare un campione che porterebbe il monte ingaggi al di sopra del tetto fissato, dovrebbe versare alla Nba stessa il corrispondente dell&#8217;ammontare per cui ha superato il monte salari. Per fare un esempio: se il monte salari è 100 dollari e cresce a 110 con l&#8217;arrivo del nuovo giocatore, la squadra dovrà versare 10 dollari all&#8217;Nba.<br> Si potrebbe applicare lo stesso principio al rapporto tra debiti e asset delle banche: fino a un certo multiplo fissato per legge (Dieci volte? Meno? Di più? Spetta ai governanti decidere quanto) il leverage è libero dalla &#8220;leverage tax&#8221;, oltre quella soglia, per ogni dollaro di leverage bisognerà versare un dollaro all&#8217;erario. Volendo si potrebbe anche valutare se incrementare la &#8220;leverage tax&#8221; oltre una certa soglia. Ad esempio, non più un dollaro per un dollaro ma due dollari di tassa per ogni dollaro di leverage oltre un certo ammontare.</blockquote> Chi sfora la leva massima si ritrova con un costo incrementale della raccolta pari al tasso pagato più il 100% di "leverage tax". O forse l'autore intendeva (come nel caso NBA) una tassa applicata alla remunerazione (non all'importo) del debito eccessivo. Altro che indeduciblità parziale degli interessi! Al confronto il leverage ratio sull'attivo non ponderato che si ventila a Basilea (vedi <a href='http://www.bis.org/press/p091217.htm'>documento del dicembre 2009</a>) è la carezza di una piuma. Apprezziamo la forza del messaggio.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-02T16:13:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100302-1026?OpenDocument">
<title>Litan dà i voti alle innovazioni finanziarie utili, inutili e dannose</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Il <a href='http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza e Mercati/2010/03/innovazioni-finanziarie-carte-credito-bancomat-cosa-buttare-cosa-salvare.shtml'>Sole 24 ore</a> segnala <a href='http://www.brookings.edu/~/media/Files/rc/opinions/2010/0217_financial_innovation_litan/0217_financial_innovation_litan.pdf'>In Defense of Much, But Not All, Financial Innovation,</a> un paper di Robert Litan, membro del think thank Brookings Institute. Litan ha inteso rispondere alla provocazione di Paul Volcker che delle innovazioni pare salvi soltanto il Bancomat. Nel saggio si classificano i nuovi servizi di pagamento, gestione del risparmio, credito, allocazione del rischio secondo tre profili: facilità di accesso, convenienza e contributo al PIL. Bocciati senz'appello i figli degeneri della bolla subprime, ovvero gli adjustable rate mortgages (quei mutui con le prime rate in offerta speciale), i CDO (contenitori di asset tossici) e le SIV (veicoli fuori bilancio per asset tossici). Bocciati gli hedge fund. Promossi (se usati bene) i derivati su crediti, che Wolfgang Münchau del Financial Times, vorrebbe invece l'utilizzo <i>naked</i>, cioè senza posizioni sottostanti da coprire, vedi articolo in <a href='http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/analisi-abolire-credit-default-swap.shtml'>italiano</a> e in <a href='http://www.ft.com/cms/s/0/7b56f5b2-24a3-11df-8be0-00144feab49a.html?nclick_check=1'>inglese</a>).<br> Che dire? Sono analisi interessanti, anche se la materia è di una complessità mostruosa, e il punto non è dare un giudizio morale, quanto piuttosto una strategia di riassorbimento di squilibri reali (conti con l'estero e deficit pubblico) e finanziari (debito privato e pubblico e banche traballanti). Gli squilibri sono montati prima dello scoppio della crisi, e dopo sono cresciuti ancora. Le innovazioni perverse hanno aiutato prima a gonfiare la bolla, e dopo a speculare più facilmente sulla sua contrazione. Se vogliamo riportare l'ordine dobbiamo volerlo, il mercato da solo non è capace di autodisciplinarsi. Se però non si dà una prospettiva di rientro dagli squilibri sottostanti, come si fa a legare le mani ai mercati? Chi si compra o si tiene i titoli greci, o di altri paesi in osservazione, senza uno strumento di gestione del rischio? Chi colloca e intermedia le masse spaventose di titoli pubblici e privati che arrivano a scadenza e devono essere rifinanziati, per non parlare delle nuove emissioni nette? Il populismo può essere pericoloso quanto il mercatismo.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-02T10:26:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100302-1013?OpenDocument">
<title> Saccomanni: le sfide per le banche popolari nel nuovo scenario regolamentare</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale della Banca d'Italia, è intervenuto il 26 febbraio al Convegno dell'Istituto centrale delle banche popolari su "Banche cooperative e sviluppo solidale: sfide e opportunità". Qui trovate la <a href='http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/saccomanni_260210/Saccomanni_260210.pdf'>relazione</a>, che tocca problemi cruciali per le popolari, quali lo sviluppo degli impieghi e il loro tasso di deterioramento (entrambi più rapidi rispetto alle medie di sistema), nonché le modifiche (sollecitate su base volontaria) alle regole di governance.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-02T10:13:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100301-1536?OpenDocument">
<title>Anche Di Vico (Corriere) sul gesto estremo degli imprenditori</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Il tema discusso per radio da Giannino è ripreso da Dario Di Vico sul Corriere di oggi. Alcuni passaggi: <blockquote>Giuseppe Nicoletto, Paolo Trivellin, Walter Ongaro e gli altri caduti, rappresentano altrettanti casi di un&#8217;imprenditoria coraggiosa e battagliera che il mercato l&#8217;ha conosciuto giorno per giorno, nella sua versione più  realistica e selettiva e non in quella teorico-accademica che si può tranquillamente apprendere sui manuali di management.<br> Sovente si tratta di ex operai che con molti sacrifici avevano coronato il sogno di mettersi in proprio e che nella loro nuova condizione di &#8220;padroni&#8221; non avevano però dimenticato nemmeno per un momento il mondo e i sentimenti da cui provenivano. [...]<br> Il 30% in meno di fatturato &#8211; che purtroppo è la media - non è mai diventato il 30% in meno di dipendenti. Fino all&#8217;ultimo gli artigiani si rifiutano di disfarsi dei propri collaboratori tanto da arrivare a un tragico paradosso: preferiscono uccidersi piuttosto che venir meno a quell&#8217;assunzione di responsabilità che un datore di lavoro contrae associando al suo progetto un&#8217;altra persona, giuridicamente suo dipendente. La coesione sociale, termine che non manca mai nei discorsi preparati dai ghost writer, i Piccoli la difendono così. Sulla loro pelle.<br> Non è dunque &#8220;il mal di Nordest&#8221;, il violento contraccolpo tra il veloce successo economico degli artigiani veneti e il rovinoso impatto della Grande Crisi, il tratto che va messo in luce di queste dolorose vicende umane. L&#8217;insegnamento da trarre per noi tutti è un altro. Va sottolineato piuttosto come nelle fragili società moderne coesistano diversi sistemi di valori.<br> Alcuni esercitano una forte presa sull&#8217;opinione pubblica, si affermano come egemoni, dettano i cosiddetti stili di vita. Altri rimangono sottotraccia, sono invisibili ai più, in qualche caso sono oggetto di facili ironie ma conservano caparbiamente la coerenza dei loro codici d&#8217;onore. Non è il &#8220;troppo lavoro&#8221; che ha ucciso i Trivellin e gli Ongaro ma caso mai un &#8220;eccesso&#8221; di etica. Consideriamoli e ricordiamoli, dunque, per quello che sono stati: figli di un calvinismo minore.</blockquote> <br> Esiste anche un'altra morale, che accetta il fallimento e dà le ragioni per riprendersi. Non siamo predestinati al successo o all'annientamento. E possiamo sostenerci a vicenda.<br> <br> <b>Luca</b><br> PS 3/3: Il Corriere riprende oggi in un <a href='http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/3-marzo-2010/imprenditori-suicidi-grido-scola-la-chiesa-chi-soffre-crisi-1602585918437.shtml'>articolo</a> gli autorevoli commenti sui suicidi degli imprenditori veneti: il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, il patriarca di Venezia, cardinal Angelo Scola, e i vertici delle associazioni datoriali della regione.]]> </description>
<dc:date>2010-03-01T15:36:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100301-1527?OpenDocument">
<title>Osservatorio Cerved sulle crisi d'impresa: crescita a due cifre di fallimenti e concordati </title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Cerved ha pubblicato il rapporto del proprio <a href='http://www.cervedgroup.com/c/document_library/get_file?uuid=32e29ded-1e53-42e4-9e84-980ac8ff8bd0&groupId=10136'>Osservatorio sulle crisi d'impresa nel 4° trimestre 2009</a>. Cito alcuni passaggi: <blockquote>Dopo la brusca caduta delle procedure seguita alla riforma della disciplina sulla crisi d&#8217;impresa, dall&#8217;aprile del 2008 i fallimenti hanno iniziato una corsa che dura da sette trimestri consecutivi, con tassi di crescita sempre a due cifre: complessivamente, nel 2009 si contano oltre 9 mila fallimenti (+23% rispetto al 2008).L&#8217;aumento dei fallimenti e&#768; stato particolarmente elevato tra le societa&#768; di capitale (+25%), mentre le societa&#768; di persone, le imprese individuali e le altre forme giuridiche fanno registrare tassi inferiori alla media, ma comunque a due cifre (rispettivamente +21%, +15% e +17%).<br> [...] negli ultimi tre mesi del 2009 le imprese italiane hanno presentato 243 domande di concordato preventivo (+33% rispetto al quarto trimestre del 2008), portando il complesso delle domande del 2009 a oltre 900 (+62% rispetto al 2008). Tra il 2001 e il 2009 l&#8217;istituto del concordato preventivo ha assunto sempre maggiore rilevanza nella gestione della crisi di impresa: nel 2001 si presentava una domanda di concordato ogni 46 aperture di procedure fallimentari; il rapporto e&#768; passato a 1:10 nel 2009.</blockquote>  <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-01T15:27:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100301-1520?OpenDocument">
<title>Rassegna trimestrale BRI: il rischio sovrano scuote i mercati</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ E' disponibile sul sito della Banca dei regolamenti internazionali il nuovo numero della <a href='http://www.bis.org/press/p100301.htm'>Rassegna trimestrale</a>. Riporto il comunicato: <blockquote>La Rassegna trimestrale BRI del marzo 2010 pubblicata oggi presenta una panoramica degli sviluppi recenti nei mercati finanziari. Essa attribuisce il calo dei prezzi delle attivita&#768; osservato tra meta&#768; gennaio e meta&#768; febbraio a una serie di fattori, fra cui la disomogeneita&#768; della ripresa economica a livello mondiale e i timori circa il rischio di credito sul debito sovrano dati gli ampi disavanzi di bilancio.<br> La Rassegna esamina inoltre gli aspetti salienti emersi dalle ultime statistiche BRI sull&#8217;attivita&#768; bancaria e finanziaria internazionale. Gli articoli monografici contenuti in questa edizione trattano i seguenti argomenti:<br> <ul> <li> la struttura dell&#8217;attivita&#768; bancaria mondiale. Sulla base delle statistiche bancarie BRI lo studio distingue fra banche &#8220;internazionali&#8221; e &#8220;multinazionali&#8221;, e fra i rispettivi modelli geografici di raccolta, ed esamina come la crisi abbia messo alla prova tali modelli; <li> i tassi di cambio e le crisi finanziarie. La ricerca mette a confronto tre recenti crisi finanziarie internazionali ed evidenzia l&#8217;insolito comportamento dei tassi di cambio durante quella del 2007-09; <li> l&#8217;attuale grado di dipendenza del settore bancario dal sostegno delle banche centrali e dei governi; <li> le origini e l&#8217;evoluzione del termine &#8220;macroprudenziale&#8221;.</blockquote> <ul> </blockquote> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-03-01T15:20:00+02:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://aleablog.net/archive/20100228-1959?OpenDocument">
<title>Kotlikoff: George Bailey non c'è più, accontentiamoci del limited purpose banking</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ Sta per uscire un libro molto atteso. Ha uno strano titolo: <a href='http://eu.wiley.com/WileyCDA/PressRelease/pressReleaseId-69257,descCd-release_author_info.html'>Jimmy Stewart is dead</a>, e lo ha scritto un economista dell'Università di Boston, <a href='http://www.kotlikoff.net/'>Laurence J. Kotlikoff</a>.<br> <a href='http://it.wikipedia.org/wiki/James_Stewart'>Jimmy (James) Stewart</a> in effetti è morto nel 1997, all'età di 89 anni. Tra le sue interpretazioni indimenticabili, <a href='http://it.wikipedia.org/wiki/La_vita_%C3%A8_meravigliosa'>La vita è meravigliosa</a> (1946), in cui interpreta George Bailey, direttore di una cooperativa di depositi e mutui a Bedford, campione del fare banca a servizio della comunità. Bene, per Kotlikoff di banchieri come George Bailey non ce ne sono più in giro. Tutta la finanza USA è infestata da pescecani mille volte più subdoli e avidi del suo antagonista Potter. Le stesse Savings & Loan Associations, poi, quando non sono finite preda di immobiliaristi come il texano <a href='http://www.nytimes.com/1989/04/23/magazine/fast-money-and-fraud.html?pagewanted=3'>Danny Faulkner</a>, sono ormai banche <i>for profit</i> come tutte le altre.<br> Le banche come le conosciamo non meritano più la fiducia della gente, e non serve a nulla tamponare i loro disastri riempiendole di liquidità o di patrimonio, che finirebbero in altre scommesse alla disperata, tanto poi paga il contribuente. Kulikoff propone un sistema di <a href='http://www.kotlikoff.net/content/limited-purpose-banking-0'>limited purpose banking</a> con un'unica tipologia di intermediario: i fondi comuni di investimento (il settore che meglio ha retto alla crisi). I fondi potrebbero offrire conti correnti, ma soltanto a fronte di riserve liquide del 100% (presso la banca centrale o in titoli di Stato a breve). Fine della banca di deposito con riserve frazionarie, fine del rischio di liquidità e corse agli sportelli, fine dell'incertezza sul moltiplicatore di M1.<br> Chi allora farebbe credito, investirebbe in bonds, azioni quotate, private equity, offrirebbe polizze? Altri fondi comuni, rigorosamente specializzati. Trasparente dev'essere, fin nei minimi dettagli, la composizione di questi fondi, in modo che se ne possa valutare in modo efficiente il rischio. Rischio che resterebbe sugli investitori, resi però consapevoli. Torneremmo al famigerato modello <i>originate to distribute</i>, fondato su cartolarizzazione, rating delle agenzie, disseminazione dei rischi? Nella sostanza sì, ma sarebbero messe al bando le strutture con leva, o quelle inutilmente complesse, e una Federal Financial Authority (pubblica) gestirebbe un mega-sistema informativo con cui certificare reddito, bilancio, proprietà, esposizioni di tutti i beneficiari dei finanziamenti (questa idea delle banche dati sui rischi la proponeva anche Robert Shiller nel suo <a href='http://www.newfinancialorder.com/index.htm'>New Financial Order</a>).<br> La <i>pars destruens</i> della tesi di Kotlikoff ha raccolto plauso tra molti personaggi importanti. La <i>pars construens</i> (l'idea del limited purpose banking) è affascinante. Ma può bastare un modello illuminato, e uno Stato efficiente nell'attuarlo, a rigenerare il sistema finanziario?<br> C'è ancora bisogno dei George Bailey, oggi più di ieri.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-02-28T19:59:00+02:00</dc:date>
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<title>Iscrizione di Artigianfidi Varese all'elenco speciale</title>
<dc:creator>Luca Erzegovesi</dc:creator> 
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<description><![CDATA[ L'amico Andrea Bianchi mi informa che il 3 febbraio scorso la Banca d'Italia ha accettato la domanda di iscrizione di <a href='http://www.artigianfidi.net/'>Artigianfidi Varese</a> all'elenco ex art. 107 TUB. Siamo così a 9 confidi autorizzati. Il portalino aspetta le vostre segnalazioni per i futuri aggiornamenti.<br> <br> <b>Luca</b>]]> </description>
<dc:date>2010-02-26T16:53:00+02:00</dc:date>
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