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Assetti e prospettive dei confidi: la relazione di Stefano Mieli (Banca d'Italia) al convegno di Caserta

Thu 23 Sep 2010, 19.07

Sul sito della Banca d'Italia disponibile il testo della relazione di Stefano Mieli, Direttore Centrale per la Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia, al convegno Federconfidi svoltosi a Caserta il 18 settembre (vedi articolo su Il Denaro).
L'intervento ha per titolo Assetti e prospettive dei confidi: nuovi disegni organizzativi e nuova regolamentazione.
Cito qualche passaggio. Sullo sviluppo dei volumi e dei rischi dal 2008:
La Banca d'Italia ha avviato, dallo scorso mese di aprile, un’indagine presso i Confidi di maggiore dimensione focalizzata sull’andamento del rischio creditizio. Da una prima analisi dei dati pervenuti, emerge un aumento nel volume delle garanzie rilasciate da dicembre 2007 al 2008 (+ 11 per cento); la tendenza si accentua nel 2009 (+15 per cento). Questo andamento è tanto più significativo se si considera che nel 2009 i prestiti bancari alle imprese si sono contratti. La crescita nel volume delle garanzie è stata accompagnata da un deterioramento del profilo di rischiosità. Le partite anomale complessive - che includono sofferenze, incagli, crediti ristrutturati e attività scadute – avevano raggiunto a marzo scorso il 9 per cento delle garanzie rilasciate.
I Confidi hanno contribuito significativamente al funzionamento del mercato del credito per le piccole imprese in condizioni particolarmente difficili; per ottenere questo risultato hanno assunto rischi non sempre commisurati alle loro strutture patrimoniali e organizzative.
Sulle iscrizioni dei 107:
Negli ultimi anni sono state frequenti le operazioni di fusione e la nascita di operatori di maggiori dimensioni tali da richiedere l’iscrizione nell’elenco speciale ex art. 107 TUB. Agli inizi del corrente mese di settembre risultavano iscritti nell’elenco speciale 29 soggetti; per altri 19 è in corso la relativa istruttoria.[..] Dalle informazioni ottenute in fase di iscrizione dai 29 Confidi oggi presenti nell’elenco ex art. 107, emerge un settore caratterizzato da peculiari tratti distintivi. A fine 2009 lo stock di garanzie rilasciate ammontava a 12 mld di euro a fronte di 22 mld di finanziamenti concessi da banche e finanziarie. Circa il 70 per cento di tali garanzie faceva capo a tre Confidi, aventi un’operatività che si estende al di là dei confini della regione di insediamento. La rete territoriale di questo insieme di 29 Confidi consta di 150 unità periferiche; i dipendenti sono circa un migliaio, la metà dei quali concentrata nei tre soggetti di maggiori dimensioni.
Sull'organismo gestore dell'elenco di confidi minori:
Una delle novità del decreto di riforma del TUB è rappresentata dalla costituzione di un articolato sistema di controlli sui Confidi minori. Come già detto, la pressoché totale assenza di presidi, seppur giustificata dalla ridotta operatività di tali soggetti, ha fino ad oggi incentivato e favorito il proliferare di iniziative non esemplari.
Nel sistema a venire i Confidi dovranno essere pronti a stabilire un dialogo strutturato con l’Organismo che vigilerà sul rispetto delle regole cui essi sono sottoposti. Il suo ruolo sarà connotato da poteri di particolare incisività: gli iscritti saranno infatti tenuti a comunicare dati, notizie, atti e documenti, a corrispondere a richieste di audizioni personali, a ricevere le ispezioni decise dall’Organismo. Questo potrà disporre la cancellazione dall’elenco qualora vengano meno i requisiti per l’iscrizione, risultino gravi violazioni normative, non sia corrisposto il previsto contributo finanziario, si registri un’inattività protratta per non meno di un anno.
L’introduzione di un più incisivo sistema dei controlli sui Confidi minori non deve essere percepita come un mero aggravio di impegni e vincoli per l’iscritto, ma come occasione per tutelare la reputazione della categoria garantendo la presenza nel comparto a soggetti affidabili, la cui azione sia diretta all’effettivo sostegno delle imprese associate.
Lo svolgimento dei compiti sopra descritti presuppone che l’Organismo, che pure potrà avvalersi delle associazioni di categoria, possa fare affidamento su una propria efficiente struttura organizzativa, sia dotato di adeguate risorse umane e informatiche, sia destinatario dei necessari flussi informativi che, opportunamente elaborati, forniscano un quadro fedele dell’evoluzione dei singoli associati. [...] La Banca d’Italia è pronta, da subito, a dare il suo contributo affinché l’evoluzione prefigurata possa tradursi in un assetto complessivo più efficiente, al servizio dell’economia del paese.
La nuova configurazione non eliminerà il coinvolgimento, nei confronti del sistema dei consorzi di garanzia collettiva fidi, della Banca, chiamata a sua volta a vigilare sull’Organismo al fine di verificare l’adeguatezza delle procedure adottate per lo svolgimento dell’attività. La Banca continuerà a intervenire direttamente anche nei confronti degli iscritti sia per i controlli di trasparenza, sia potendo disporre - su istanza dell'Organismo e previa istruttoria dello stesso - il divieto di intraprendere nuove operazioni o la riduzione delle attività per violazioni di disposizioni legislative o amministrative che ne regolano l’attività.>
Il documento tutto molto interessante. Buona lettura.

Luca

Commenti precedenti:

Alex (24/09/2010 09.16) n/a

Documento molto interessante, mi sembra di capire che c'è posto per tutti, per i confidi vigilati ma anche per i confidi non vigilati. Forse, rispetto alle previsioni catastrofiche, i confidi ex art. 155 c.4 hanno ancora un loro posticino.

Luca (24/09/2010 17.31)

Certamente, caro Alex, più di un posticino, ma dovranno (dovrete) prendere in mano la questione, altrimenti Banca d'Italia vi dirà d'ufficio che cosa dovete fare. Almeno così ho capito dalla relazione del dott. Mieli.