home repoblog unitn home page


Fondo centrale di garanzia: riforma dei criteri di ammissione dei confidi

Tue 14 Sep 2010, 13.02

Il Ministero dello sviluppo economico dà ampio risalto in questa news alla riforma dei criteri di ammissione dei confidi come certificatori del merito di credito. Cito dal comunicato dello stesso MiSE:
Tra le novità approvate dal Tavolo Tecnico ci sono l’eliminazione della condizione per cui attualmente possono richiedere l’autorizzazione solo i Confidi che abbiano già ottenuto l’ammissione alla controgaranzia per almeno 50 operazioni; sostituzione di alcuni indicatori ormai desueti e introduzione di modifiche che prendono in considerazione i processi di accorpamento; aumento dei punteggi per gli operatori sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e per i soggetti con ambito di operatività almeno regionale. Inoltre è stato deciso di introdurre un nuovo meccanismo di monitoraggio trimestrale dei tassi di sofferenza dei Confidi e degli altri fondi di garanzia autorizzati, al fine di confrontare la qualità media del portafoglio controgarantito con la qualità media del portafoglio complessivo del Fondo.
Con l'occasione il MiSE ha diffuso la relazione sull'operatività del fondo nel 1° semestre 2010.
Luca

Commenti precedenti:

Claudio D'Auria (14/09/2010 15.24)

Si va sempre di più verso una marginalizzazione dei Confidi 106.

Per gli amici dei confidi 106 che frequentano questo forum, vi chiedo di ripensare seriamente alla vostra scelta di non divenire intermediario vigilato. Piano piano il mercato vi metterà in un angolo.

Luca (14/09/2010 15.35)

@Claudio: le nuove regole del Fondo centrale dovrebbero premiare i 107. C'è poi da vedere che oneri introdurrà per i 106, nei fatti, l'attuazione della riforma del titolo V TUB.

Al tempo stesso però il Fondo ha agevolato la "certificazione" di nuovi confidi, preludio all'allargamento della base di utenti abituali della contro-garanzia.

Ci sono settori importanti del sistema confidi che resistono alla corrente che trasporta verso la sponda dei confidi vigilati. Forse quando saremo in grado di stimare più chiaramente quanto costa in più e quanto vale in più una struttura 107, molti cambieranno idea, anche perché i costi dovrebbero ridursi (grazie alle economie di apprendimento e alla concorrenza tra provider di servizi) e il valore riconosciuto dalle istituzioni e dalle banche dovrebbe aumentare, o in molti casi l'essere 107 diventerà una necessità per stare a certi tavoli.

Ma se ciò non accadesse, potrebbe anche invertirsi il flusso della corrente.

Dodona (14/09/2010 16.13) n/a

...o forse, con un bel cigno nero, la corrente si potrebbe interrompere...

Manca sempre, infatti, la dimostrazione empirica del dichiarato più efficace utilizzo delle risorse pubbliche (nostre) da parte dei confidi. Nonostante l'invocazione apotropaica delle relazioni sul territorio, la vicinanza all'impresa, il sostegno dell'economia ecc. ecc.

Che sia solo un rito ?

jaures (14/09/2010 16.22) n/a

il vero dato secondo me e' il peso, che ormai supera 1/3 delle operazioni del Fondo, delle garanzie dirette....

In sostanza, leggendo la relazione dei primi 7 mesi, il peso dell'accesso diretto delle banche al Fondo, in luogo della controgaranzia dei Confidi, aumenta piu' che proporzionalmente.

Il vero tema in prospettiva secondo me e' questo.

Luca (14/09/2010 19.03)

Amici tutti, a beneficio del dibattito, prenderei come dati di fatto la compresenza di garanzie dirette e contro-garanzie. Ci sono i fan delle prime e delle seconde, e dicano pure la loro.

Però se il 99% dei commenti va a parare soltanto su ...

(amico delle banche)->a che servono i confidi? ... oppure ...

(amico dei confidi)->le garanzie dirette sono un assurdo, aboliamole.

... non facciamo un passo, anzi cadiamo nelle sindromi ossessivo-compulsive tipiche delle assemblee di condominio.

Un intervento che ha senso dovrebbe dire: le contro-garanzie creano questo specifico problema, si potrebbero migliorare così. Oppure: le garanzie dirette potrebbero essere usate per fini estranei a quelli del Fondo, lo dimostra il fatto che è successo questo e quest'altro. Oppure ancora: garanzie dirette e contro-garanzie del Fondo hanno effetti variegati e non sempre corretti sul pricing.

Il tutto condito dalla testimonianza di fatti concreti, rispetto a cui si apprende qualcosa che non si sapeva prima, si inquadra un problema affrontabile e magari risolvibile.

Sapio (14/09/2010 21.02) n/a

Aggiungo: un intervento potrebbe spiegarci che differenza c'è fra controgaranzia e garanzia diretta dal punto di vista delle imprese. Allora che differenza fa per una impresa l'uno o l'altro metodo?

Luca (14/09/2010 21.24)

Sapio, do una risposta banale: la differenza è il canale distributivo usato dall'impresa. Ci sono casi intermedi: ad esempio una garanzia diretta istruita da un mediatore, un consulente, uno sportello associativo. Garanzia diretta non vuol dire che fa tutto e solo la banca senza costi extra. Il confidi è un canale atipico perché non fa solo servizio ma anche garanzia.

Il discorso è interessante, e rimane aperto. Bisogna aprire molti pacchetti e vedere quello che c'è dentro, quanto vale, a quanto viene venduto il tutto.

excelsus (21/09/2010 20.27) n/a

@sapio Concordo con l'analisi di Luca ed aggiungo che le Banche cercano il servizio dei confidi per raggiungere la ponderazione zero del fondo perchè l'istruttoria e la gestione/monitoraggio dello stock di finanziamenti controgarantiti è una bella grana. Inoltre sull'incondizionabilità della garanzia/controgaranzia del FCG sarebbe opportuno aprire un approfondito dibattito poichè in casi non rari (20/25%) le insolvenza per motivazioni formali non vengono poi rimborsate.

Sapio (21/09/2010 21.08) n/a

@excelsus: dal punto di vista dell'impresa cosa cambia? Perché bisognerebbe chiudere alle imprese ed alle banche l'accesso diretto al Fondo come fanno in Toscana e Lazio (che peraltro non ha 107)?

Il monitoraggio del Credito è una attività caratteristica delle banche, altrimenti non sono tali.

Sull'incondizionalità prendo atto di quello che dici. Se qualcuno vuole aggiungere altro, l'argomento mi interessa.

Rocky Balboa (22/09/2010 11.06) n/a

Si è vero, apparentemente i 106 vengono messi all'angolo dal mercato .

Solo che in questo campo il mercato è lento e la depauperizzazione del PV dei 107 velocissima.

Siamo agli inizi del match si tratta di resistere alla politica dissennata verso le fusioni e avere l'intelligenza di cambiare strategia migliorando la mission.

A oggi per molti 106 il Ko è lontano.

All'angolo poi c'è Mickey (lo storico allenatore )con una spugna Tremontiana!

Chi si aspettava tre anni fa' la riforma del TUB ?

Insomma le sorprese non sono finite ......

excelsus (22/09/2010 14.40) n/a

1) Per le imprese non cambia nulla, anzi con l'intervento diretto del FCG sulle Banche forse risparmiano anche qualcosa.

Il problema è un altro: la garanzia/controgaranzia del FCG ha gravi limiti normativi e di prassi operativa del Gestore sul principio dell'incondizionalità e questo concetto è peraltro condiviso dai principali gruppi bancari, per cui gli istituti il cerino acceso preferiscono lasciarlo in mano ai Confidi.

Rispondo a Rocky con una battuta.

I Confidi provinciali 106 avranno lunga vita se i Confidi 107 continueranno a credere di poter stare in piedi prestando solo garanzia ad assorbimento patrimoniale.

La nostra scelta, fortunatamente, è stata un'altra ed abbiamo affiancato la Garanzia Sussidiaria segregata su fondi rischi monetari alla Garanzia Diretta Basilea 2 Compliant, cercando di stilare un piano indutriale che stia in piedi sulle sue gambe e non su imaginifici interventi pubblici, anche perchè, come dovrebbere essere noto a tutti, i denari pubblici per i Confidi sono finiti!

Sapio (22/09/2010 21.41) n/a

@ Excelsus, non capisco. Dici che i denari pubblici sono finiti ma il blog è pieno di provvedimenti a favore dei Confidi. Così tanti denari che in Molise sono sottoutilizzati. Poi dici che le garanzie ad assorbimento patrimoniale non debbono essere l'unica scelta, ma comunque voi le date (Basilea2 compliant).

Poi date garanzie sussidiarie segregate che non sono eligibili. Ma allora chi le accetta che ci fa? Comunque fanno brodo?

excelsus (23/09/2010 20.39) n/a

a) L'intervento pubblico, visti i tempi che corrono, non può sostituirsi ad un buon piano industriale che faccia camminare i Confidi sulle loro gambe. In alcune regioni i tagli al settore si sono già fatti sentire e certo i Confidi 107 di media/grande dimensione non possono pensare di stare in piedi su interventi pubblici comunque di piccolo cabotaggio. Molise docet...

b)Le sussidiarie segregate sono la terza gamba di un buon piano industriale di un Confidi.La seconda sono le Tranched Cover di prossima riattivazione.

Fondate su fondi rischi monetari capienti e che moltiplicatori sensati possono assicurare allae Banche partner la copertura dell'LGD sul rischio assunto dal Soggetto Garante. Meglio di una garanzia patrimoniale di qualche soggetto già in liquidazione coatta amministrativa, lo sono!

marco (12/10/2010 20.03) n/a

qualcuno sa quali siano i confidi in possesso di questa possibilità di certificare il merito di credito?