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Articolo sui covenants nel credito a medio termine

Wed 20 Apr 2005, 09.45

Sulla rivista del Sole 24 ore ContabilitÓ, finanza e controllo, nr.4/2005, Ŕ uscito un articolo di Lorenzo Sartor, dottorando in economia aziendale a Venezia, su "Covenant sul debito e loro tollerabilitÓ". Il lavoro riprende l'analisi di due rapporti di Banca Mediocredito e Centrale dei bilanci sull'argomento usciti nel 2003 e 2004.
Il covenant, cioÚ l'impegno del debitore a rispettare parametri soglia di equilibrio finanziario e patrimoniale, pena la rinegoziazione delle condizioni, intende prevenire comportamenti opportunistici ai danni del creditore, che portano all'innalzamento dei livelli di rischio operativo (nuovi progetti ad alto rischio) e finanziario (crescita del leverage) dell'impresa. Nel lavoro si valuta l'efficacia di queste clausole a tutela dei creditori a medio-lungo termine. Si conclude che le clausole sono tanto pi¨ utili quanto minore la probabilitÓ che le stesse siano violate nel corso del rapporto. Gli studi citati mostrano evidenze interessanti basate sulle distribuzioni storiche dei ratio di bilancio: la probabilitÓ di violazione del covenant Ŕ molto elevata se la soglia Ŕ fissata in maniera rigida (ad esempio, come dato mediano delle imprese del settore), e non viene adeguata alle variazioni medie di sistema. Sartor esamina il caso di covenant basati sulle migrazioni del rating (interno) del debitore: in questo modo il rischio viene apprezzato in maniera pi¨ articolata, e la probabilitÓ di violazione si riduce sensibilmente, specie se le classi di rating "ammesse" sono definite con ampiezza (ad esempio, tutte le classi investment grade).
Penso che lo strumento del covenant valga se applicato su misura della singola azienda, tenendo conto del suo business plan e del connesso piano finanziario, entrambi da sottoporre ad analisi di sensibilitÓ. E' cruciale distinguere tra violazioni inevitabili, dovute a fattori esogeni, e violazioni evitabili, o tamponabili, con interventi alla portata dell'azienda. Solo in questo modo il patto risulta efficace in quanto contribuisce a ripartire in maniera pi¨ trasparente i rischi tra creditore e debitore, addossandone la varie componenti sulla parte che Ŕ meglio in grado di gestirli, nel comune intento di preservare l'azienda e il suo valore.

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