Come stanno le imprese italiane? Segni di schiarita dal panel CDO Libera impresa

Tue 27 Apr 2010, 11.26 Stampa

Il sussidiario.net pubblica oggi un editoriale firmato dall'amico Guido Corbetta Quando lo schiaffo fa bene (lo schiaffo Ŕ la mazzata calata su ordinativi e fatturato nel 2009). Corbetta raccoglie le testimonianze di un gruppo di imprenditori riuniti nel Club CDO Libera impresa. Mi ha fatto bene leggerle, perchÚ da qualche giorno la crisi, vista dal lato banche / confidi, cominciava a farmi preoccupare molto. Da lato imprese ci sono molte situazioni di sofferenza, ma anche tante storie di tenuta e di rilancio. SarÓ lungo e gravoso affrontare le prime, ma possiamo ben sperare dalle seconde. Devono essere aiutate, le une e le altre, in modi diversi. Non basta temporeggiare.

Luca

Commenti precedenti:


Nic&Gabri (27/04/2010 23.41)

Un imprenditore intervistato dice che ■La vera ripresa è la possibilità di uno sguardo positivo su quel che c■è". Alla base, però, c'è sempre il ■fattore umano" che fa la differenza e che da la forza di andare avanti; non si è soli. Luca hai ragione: vanno aiutati!

Gigi (28/04/2010 14.40) n/a

Per restare in metafora, il fatto che lo schiaffo abbia fatto bene, è indicatore del fatto che le nostre aziende non sono mature.

La reazione allo schiaffo viene descritta così: "Questi imprenditori si sono messi intorno a un tavolo con i concorrenti per valutare strategie comuni, hanno puntato decisamente a una riduzione del circolante e degli investimenti per liberare risorse finanziarie, hanno realizzato tutte le diminuzioni di costo ragionevoli (comprese quelle rese possibili dalla cassa integrazione che impiega le risorse che il sistema aveva accumulato), hanno ridotto i propri compensi, hanno modificato la strategia investendo (con prudenza) in nuovi servizi o in nuovi mercati."

Quand'ero piccolo, alle scuole elementari era ancora possibile vedere qualche salutare ceffone sulle crape di svogliati o distratti bambini, che subito ritornavano alla disciplina dell'attenzione o almeno del silenzio. Qualcuno l'ho preso pure io, e non a torto. Ma eravamo bambini.

La reazione degli intervistati, dettata da un naturale istinto di sopravvivenza, sa molto di cose che si sarebbero dovute fare prima della crisi, nonostante le cose andassero bene. Certo, farlo dopo aver preso la sberla, va bene lo stesso, ma il dolore del ceffone è ancora lì è le ditate sulla guancia restano, almeno per un po'.

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