Aggiornamento su operazioni Cosvig con garanzia diretta del fondo centrale Pmi

Thu 5 Feb 2009, 05:25 PM Stampa

Da Commerfin, Silviano Di Pinto mi aggiorna su una convenzione recentemente stipulata tra Cosvig-Confesercenti e le BCC siciliane, che segue di un mese quella con il gruppo Intesa-San Paolo. In circa 14 mesi di attività nelle Regioni obiettivo 1 (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), Cosvig ha facilitato l'erogazione di 1.420 finanziamenti per complessivi €140mn, assistiti da garanzia diretta del Fondo centrale Pmi per l'80%. Sono cifre assolutamente cospicue. Auguro di osservare nei prossimi mesi un'incidenza virtuosamente contenuta di posizioni problematiche, sarebbe un'ottima dimostrazione che il filtro operato dalle procedure del Fondo centrale e dalla preselezione di Cosvig funzionano.

Luca

Commenti precedenti:


sapio (06/02/2009 09.25) n/a

Il consorzio Cosvig è un consorzio di Business Offices e rappresenta il virtuoso prototipo di quello che in Italia occorre fare: consulenza alle imprese e non garanzie ! Le garanzie le mette un soggetto pubblico (in questo caso Fondo PMI gestito da MCC). Auguri !

a b (06/02/2009 11.43) n/a

Caro Sapio,

io sono invece convinto che le garanzie senza corredo consulenziale non producano lo stesso effetto.

sapio (06/02/2009 11.55) n/a

Le garanzie sono l'esca per vendere la consulenza.

Le vostre garanzie, senza consulenza, costano troppo. Ho già citato il parere, avverso ai Confidi, del suo conterraneo Prof. Domenico Piatti nel suo libro in Confidi..., Bancaria editrice. Senza farla troppo lunga in un mondo in cui la banca valuta, il confidi valuta, il confidi di secondo livello valuta, i costi triplicano.

Comunque mi produca studi autorevoli che confutano le mie convinzioni e cambierò idea.

a b (06/02/2009 12.05) n/a

credo che nel mercato le cose che costano troppo non si vendano.

le garanzie continuano ad essere acquistate con trend crescenti.

mi pare un dato empirico sul quale fondare un ragionamento.

sapio (06/02/2009 12.11) n/a

Con l'informazione opaca si riesce a vendere di tutto. Pubblicate il SAEG dei prodotti da voi venduti come deve fare ogni banca col suo TAEG ed il mercato a poco a poco prenderà coscenza del valore dei vs prodotti. Occorre trasparenza. Sempre pronto a ricredermi.

a b (06/02/2009 12.17) n/a

opaca?

in base a cosa lo sostiene?

sapio (06/02/2009 12.40) n/a

E' opaca ogni indicazione di tasso che sia non omnicomprensiva per il prenditore e che sia scissa dalla valutazione della sua rischiosità. In epoca pre Basilea lo spread era una variabile determinata nasometricamente in base ad una percepita rischiosità del prenditore. Ora, con Basilea2, è il risultato di una precisa formula che attribuisce uno spread ad ogni classe di rating (cfr. libri di Gai, Piatti, Erzegovesi etc). Comunque le garanzie rilasciate debbono essere Basilea2 compliant. Se fidejussorie devono essere rilasciate da Confidi 107 ed a prima richiesta (salvo altro). I confidi 106 possono rilasciare solo garanzie reali (fondi vincolati, meglio se coperti da pegno) posti a copertura della prima perdita di operazioni tranched e sviluppate con banche IRB. Naturalmente scrivo questo per i neofiti. Gli addetti ai lavori sanno già quanto sopra.

a b (06/02/2009 12.45) n/a

mi perdoni Sapio, ma l'esposizione dettagliata in un offerta dei costi del servizio è tutt'altro che opaca e non si può sostenere il contrario.

ed è assolutamente evidente quanto la clientela sia consapevole di quel che paga quando compra.

sono convinto che con riferimento al criterio della trasparenza il settore non abbia bisogno di ispirarsi ad altri.

la correlazione tra prezzo e rischio e tra rilevanza o meno della garanzia 106/107 è discorso diverso sul quale, posto che si tratta di materia regolamentata, non ci sono difficoltà a fare convergenza.

Obelix (02/06/2009 12:45 PM) n/a

Caro Sapio, le regalerò il mio cagnolino, le farà compagnia e le donerà un po' di svago, così non penserà soltanto a Basilea, al TAEG e al SAEG

Asterix (06/02/2009 13.23) n/a

Caro Obelix, invece di sacrificare il suo cagnolino, che senzaltro non sarà felice di lasciare il suo padroncione, perchè non prova a confutare Sapio con qualche cifra? Perchè non ci spiega perchè in Campania ci sono più Confidi che in Francia?

sapio (06/02/2009 13.30) n/a

In tema di trasparenza su questo sito c'è uno studio del Prof. Erzegovesi sul TAEG di filiera (Banca+Confid). Ebbene in uno di questi casi il prenditore (magari un modesto artigiano) è indotto a fare un deposito presso il Confidi equivalente a sottoscrivere una sua passività subordinata. Al termine dell'ammortamento potrà riavere il suo deposito a meno che il Confidi non sia diventato nel frattempo insolvente. Ecco un esempio di opacità. Il povero artigiano, per valutare il costo effettivo della garanzia, dovrebbe addirittura valutare la probabilità di insolvenza del Confidi !!!!!

E' solo un esempio. L'opacità regna in tutto il mondo della finanza ! Ecco perché è stato introdotto il TAEG.

chiti (06/02/2009 13.44)

Premesso che il Fondo Centrale di Garanzia rilascia sia Garanzie Dirette che Controgaranzie, qualcuno sa spiegarmi perche' molti Confidi (specialmente quelli ubicati al sud e che rilasciano Garanzie non eligibili al 50%) si Controgarantiscono al Fondo Centrale di Garanzia? ...Effettuado richieste di Controgaranzia si presume che sulle stesse operazioni le imprese potevano beneficiare per tipologia di operazione e scoring di accettazione anche di una Garanzia Diretta all'80% rilasciata gratuitamente dal Fondo Centrale. Forse qualcosa non quadra.....ma la risposta è facile: l'inefficienza del nostro sistema bancario in questo settore è la causa principale di molti costi che sostengono le pmi italiane senza giustificato motivo!!!...

Peppe da Jesi (06/02/2009 14.06) n/a

Premesso che condivido l'esigenza di trasparenza nell'indicare i costi applicati dai confidi: basta con spese istruttoria, spese gestione, cauzioni, quote fondo rischi, etc, ci vuole un unico costo!!!!!!!!,

io credo che ancora oggi il sistema finanziario italiano sia profondamento iniquo, immaturo e l'asimmetria informativa a vantaggio delle banche vs imprese sia talmente forte che se non ci fossero i confidi di matrice associativa (a maggior ragione in questa fase di crisi) le banche applicherebbero tassi che neanche immaginate: 5-6 punti sopra Euribor o IRS.

I calcoli teorici (che condivido) sono una bella cosa, la realtà del mercato italiano è ben altra.

sapio (06/02/2009 14.19) n/a

Può essere iniquo uno spread di 0,5% ed equo uno del 10%, dipende tutto dal rating etc. del prenditore. Poi l'euribor/Irs deve essere valutato per durata. Alle banche la raccolta a 7 anni costa di più di quella ad un anno. Infine vogliamo che le banche paghino gli impiegati e gli ammortamenti (Costi operativi) o no? Amministrare uno sconto effetti od un c/corrente costa più di un mutuo.

Peppe da Jesi (06/02/2009 14.31) n/a

Preciso:

io credo che ancora oggi il sistema finanziario italiano sia profondamento iniquo, immaturo e l'asimmetria informativa a vantaggio delle banche vs imprese sia talmente forte che se non ci fossero i confidi di matrice associativa (a maggior ragione in questa fase di crisi) le banche applicherebbero tassi che neanche immaginate: 5-6 punti sopra Euribor o IRS per operazioni di medio-lungo a 5 anni per aziende con rating BB+: casi che ultimamente si verificherebbro troppo spesso se no riescono ad intervenire i confidi.

Difendere l'operato delle banche adesso è veramente dura:

Riporto un'ANSA uscita propria

ANSA) - VENEZIA, 6 FEB - Le banche hanno evitato il credit crunch, afferma Passera. Anzi, 'il credito ha continuato ad aumentare per tutte le categorie di imprese'. L'ad di Intesa San Paolo ha sottolineato che 'evitare la stretta creditizia e' una nostra responsabilita'. Sono stati dati 'in affidamento 500 miliardi, lasciandone altri 150 per ulteriori affidi e crediti nonostante la domanda sia caduta'.

Ma dove vive: sulla luna.

Tutti quelli che lavorano nel settore, gli possono spiegare cosa hanno fatto le banche negli ultimi sei mesi: non solo non hanno dato nuovo credito, ma hanno revocato i fidi mettendo in crisi tante aziende.

Conosco personalmente corporate di varie banche che mi hanno detto che, a parte quello che raccontano i vari Profumo e Passera alla stampa, loro hanno disposizioni interne di non fare nulla.

sapio (06/02/2009 14.41) n/a

Le banche guadagnano se erogano credito, non se se lo tengono. Purchè i soldi tornino indietro però, perchè sono i soldi di noi depositanti che loro erogano, non i loro. In questi ultimi tempi è aumentato il premio al rischio e diminuito il costo della raccolta. Quindi sarà pur vero che hanno revocato i fidi, ma semplicemente perchè i prenditori erano diventati immeritevoli (rischiosi) o non volevano pagare secondo il loro aumentato profilo di rischio.

Quanto alla trasparenza sto facendo una crociata inascoltata perchè si attui l'art. 116 bis del TUB che qui riporto "La Banca d'Italia può disporre che le banche e gli intermediari finanziari illustrino alle imprese che ne facciano richiesta i principali fattori alla base dei rating che le riguardano. L'eventuale conseguente comunicazione non da luogo ad oneri per il cliente".

Dal rating al tasso il passo è breve!

CHITI (06/02/2009 14.49) n/a

IL SISTEMA BANCARIO PRIVATO E L'ASSENZA DI ISTITUZIONI EFFICIENTI .....L'ECONOMIA DI MERCATO COSI' SPINTA E SENZA REGOLE....STIAMO VIVENDO LA TERZA GUERRA MONDIALE!!!

a b (06/02/2009 15.22) n/a

dov'è finito il prof?

Luca (02/06/2009 04:23 PM)

Oggi ho esami di finanza aziendale. Perché non ci prepariamo spiritualmente per il week-end e riprendiamo il dibattito lunedì?

sapio (06/02/2009 16.33) n/a

Risposta a Chiti: ed infatti Draghi ha detto : più capitale [quindi tassi più elevati per le imprese] e più regole (meno finanza creativa ed opaca). Poi una domanda : quando il sistema bancario era pubblico funzionava meglio ? (Banco di Napoli, Sicilia etc. etc.)

vincenzo (07/02/2009 16.05) n/a

Dal sito COSVIG non riesco a trovare se vi è un costo per le aziende che intendano avvalersi della garanzia. Qualcuno mi dice che comunque bisogna ssociarsi alla Confesercenti e poi c'è una quota per la consulenza COSVIG; si potrebbe avere qualche cifra, così parliamo di numeri che almeno su quelli non ci sono dubbi.

Mario (08/02/2009 11.26) n/a

Il Cosvig è una associazione costituita tra la confesercenti e la commerfin con 5 mila euro di capitale sociale (potete fare una visura camerale). E' stata denominata "consorzio sviluppo garanzie" e, ovviamente, non è un confidi. Si tratta semplicemente di una buona idea, che si inserisce in una "lacuna" delle banche rispetto alla loro possibilità (quasi mai sfruttata) di richiedere la "garanzia diretta" prevista dal fondo nazionale di garanzia. In sostanza cosvig, attraverso l'accesso al sistema telematico di accesso al fondo nazionale di garanzia, elabora i documenti provenienti dalle imprese per conto della banca, che accede direttamente al fondo di garanzia senza utilizzare proprie risorse umane. L'idea è rafforzata però dall'accoppiata con le sedi territoriali confesercenti, le quali recuperano nel territorio occasioni di business, al pari dei confidi. Per questo le banche stipulano le convenzioni "in outsorcing" con Cosvig: hanno trovato qualcuno che gli porta lavoro e che gli fa l'istruttoria per accedere al fondo MCC (sempre limitatamente alla misura "garanzia diretta"). Luca dice "Auguro di osservare nei prossimi mesi un'incidenza virtuosamente contenuta di posizioni problematiche, sarebbe un'ottima dimostrazione che il filtro operato dalle procedure del Fondo centrale e dalla preselezione di Cosvig funzionano", anche io lo spero, perchè purtroppo l'unica analisi che viene fatta è un semplice algoritmo che trovate nel sito di mcc (o di cosvig). Inoltre, quando si verifica l'insolvenza, la banca viene "abbandonata" al suo destino, perchè cosvig (nell'ipotesi che i calcoli siano stati fatti giusti e quindi la banca a preventivo ha potuto ricevere la comunicazione da Mcc circa l'ottenimento della garanzia del fondo nazionale di garanzia, ma dopo l'insolvenza possono venire fuori tutte le inessattezze, ed in questo caso Mcc non paga) non rischia nulla,contrariamente ai confidi che invece prima pagano la banca e poi cercano di recuperare da Mcc (in questo caso,con la controgaranzia Mcc, i confidi fanno una istruttoria puntuale e non "disinteressata" perchè a rendiconto rischiano di avere pesanti perdite se mcc non paga). Infine i costi: l'obbligo di associarsi alla confesercenti sembra scontato (altrimenti si svolgerebbe una attività di mediazione creditizia senza averne titolo, visto che si tratta dell'ordinario personale in forza presso le sedi dell'associazione) e comunque si paga una commissione una tantum calcolato sul finanziamento erogato che va dall'1,50% al 2%. Penso di aver dato a sapio maggiori dettagli per scatenare la sua fantasia.

SILVIANO DI PINTO (08/02/2009 19.35) n/a

CARO SIG. MARIO, IN RISPOSTA AL SUO COMMENTO SU COSVIG, E SOPRATTUTTO PER IL RISPETTO DELLA TRASPARENZA E DELLA CORRETTEZZA INFORMATIVA NEI CONFRONTI DI CHI LEGGE CON SPIRITO PROFESSIONALE IL BLOG DEL DR. ERZEGOVESI, SAREI BEN LIETO DI INVITARLA PRESSO LA SEDE DI COSVIG_CONFESERCENTI COSI' LA SUA PROSSIMA ANALISI SULLA NOSTRA "BUONA IDEA" SI BASA SU DATI E CONOSCENZE CONCRETE. PUO' CONTATTARMI ALLO 06-4725313 E SAREMO A SUA DISPOSIZIONE PER FARLE VEDERE LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE, I NOSTRI FLUSSI DI LAVORO, I NOSTRI CORSI DI FORMAZIONE, IL RAPPORTO CHE ABBIAMO CON LE BANCHE E IL FONDO SUGLI ADEMPIMENTI POST AMMISSIONE GARANZIA, LE NOSTRE INSOLVENZE, I RECUPERI, I COSTI......TUTTO QUELLO CHE VUOLE. ASPETTO UNA SUA CHIAMATA!!!

sapio (08/02/2009 20.21) n/a

Relazionate anche noi sulla materia. Ripeto, quello che conta è quanto paga il prenditore in termini di SAEG fra commissioni a Cosvig, a Fondo PMI ed alla banca. Comunque la banca si assume consapevolmente (fa un'istruttoria) una quota parte del rischio e per questo viene remunerata. Non vedo niente di strano. Il fatto che un Confidi farebbe un'istruttoria migliore è ultroneo, la banca deve fare la sua istruttoria, non basarsi su quella del Confidi, perché le rimane comunque una parte del rischio.

mario (09/02/2009 00.42) n/a

Ho solo chiarito che Cosvig NON E' UN CONFIDI.

sapio (09/02/2009 07.34) n/a

Non c'è dubbio sul fatto che Cosvig NON sia un Confidi.

Ma il suo intervento sembra dire che se lo fosse sarebbe meglo per la banca, perchè l'istruttoria di agevolazione sarebbe "più sicura". Ora questo non rileva, la banca deve fare la sua istruttoria ed avanzare la sua domanda al Fondo PMI dovo aver verificato i requisiti di concedibilità.

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