Decreto anti-crisi: revisione in Commissione delle norme sul Fondo centrale di garanzia

Sun 11 Jan 2009, 13.18 Stampa

Un articolo di Carmine Fotina sul Sole 24 ore di oggi (non linkabile) ci aggiorna sull'iter di discussione nella Commissione Bilancio e Finanza della Camera dell'art. 11 del Decreto anti-crisi del 28/11 che riguarda i confidi. Si precisano le condizioni della garanzia statale di ultima istanza sul Fondo centrale di garanzia per le Pmi, sebbene non siamo sicuri al 100% che si riesca a rientrare nei paletti che Basilea 2 richiede per la ponderazione zero. Nello specifico, gli impegni del Fondo (di garanzia) saranno coperti dal Fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine ex legge 468 del 5/8/1978, un fondo generico per le passivitÓ potenziali future presso il Tesoro. E' un passo avanti rispetto alla sibillina formulazione originaria ("nei limiti delle risorse destinate a tale scopo a legislazione vigente sul bilancio dello Stato"). Restano per˛ aperte tante questioni: quantificare tale esposizione nel bilancio statale, trattarla o meno come aiuto di Stato, remunerare o no lo Stato garante (eh sý, difficile che non si sollevi la questione, col gran parlare che si fa di onerositÓ delle garanzie statali sulla provvista subordinata delle banche).
A latere dei lavori parlamentari, l'articolista fa notare che dei 450 milioni assegnati dal Decreto al Fondo Pmi, solo 80 sono sicuramente disponibili, mentre rimane da verificare lo svincolo dei fondi ex L. 488.
Una cosa che farei subito Ŕ lavorare sulle procedure del Fondo, per aggiornare ed aprirle a programmi co-finanziati da SACE, Regioni, banche e altri garanti, un'ipotesi operativa che lo stesso decreto menziona.

Luca
PS 17/1: Le modifiche di cui sopra sono state recepite dal testo dell'art. 11 approvato dalla Camera dei Deputati.

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